Attività aerobica e allenamento di forza. Binomio inscindibile.

Il diabete mellito è da considerarsi tra i principali fattori di rischio di mortalità e disabilità premature, in particolar modo di patologie vascolari. L’elevato rischio di patologie vascolari nel diabetico è da attribuirsi sia all’iperglicemia ‘per se’ che all’insieme di una serie di altre alterazioni metaboliche associate all’insulino resistenza e all’iperinsulinemia compensatoria. Ci sono forti evidenze che l’esercizio regolare possa eliminare gran parte dell’aumentato rischio vascolare associato al diabete. Nell’Aerobic Centre Longitudinal Study, Wei et al. [1] hanno evidenzato come la mortalità a 12 anni sia per problemi cardiovascolari che per tutte le cause fosse del 60% inferiore nei soggetti con un fitness cardiorespiratorio compreso tra moderato e alto rispetto a quelli che al baseline avevano un fitness basso, e del 40% inferiore in coloro che riferivano di aver fatto una qualche forma di atttività fisica ricreazionale negli ultimi tre mesi rispetto a quelli che riferivano di non aver fatto nulla.
Storicamente, le raccomandazioni all’attività fisica per le persone con diabete di tipo 2 prevedevano l’esecuzione di attività aerobiche quali la camminata veloce, il nuoto o il jogging. Pù recentemente, trials clinici hanno evidenziato come l’allenamento della forza (come il sollevamento di pesi liberi o l’utilizzo di macchine specifiche) migliori il controllo glicemico [2], e come l’allenamento combinato aerobico e di forza migliori il controllo glicemico in maniera superiore rispetto all’esecuzione del solo allenamento aerobico o di forza [3]. Inoltre, l’Italian diabetes and Exercise Study [4] ha dimostrato come l’esercizio fisico strutturato combinato (aerobico più forza) consenta di ottenere un miglioramentro significativamente superiore del controllo glicemico e di altri fattori di rischio cardiovascolari rispetto a quelli ottenuti grazie al solo counselling mirato ad aumentare i livelli di attività fisica. Nella comunità scientifica sono quindi condivisi i benefici che l’esercizio fisico può apportare nella prevenzione e nel trattamento del diabete di tipo 2.
Gran parte dei medici, tuttavia, non si sente sufficientemente confidente relativamente alla capacità di prescrivere dei programmi di esercizio fisico per i pazienti diabetici. Questa situazione è probabilmente dovuta al fatto che i medici non hanno ricevuto una formazione adeguata nell’area dell’esercizio fisico e, considerati i loro impegni e il poco tempo a disposizione, è spesso difficile per loro acquisire queste competenze. Gli specialisti dell’esercizio d’altra parte, possono avere una eccellente capacità di prescrivere l’esercizio per i soggetti sani, ma solo una limitata conoscenza della patofisiologia e delle complicazioni tipiche del diabete.
C’è quindi la necessità di migliorare ‘l’alfabetizzazione motoria’ dei medici e di altre figure sanitarie e di incrementare ‘l’alfabetizzazione clinica’ degli specialisti dell’esercizio. In molti medici c’è la tendenza a credere che i soggetti con diabete di tipo 2 semplicemente non faranno mai esercizio fisico e che, se inizieranno, non saranno costanti e smetteranno in breve tempo. Lo studio IDES [4] ha invece portato delle evidenze a supporto del contrario. In questo studio, 606 uomini e donne con diabete di tipo 2 sono stati randomizzati (in 20 centri distribuiti sul territorio nazionale) in un gruppo che ha ricevuto solo del counselling (controllo) oppure del counselliing più due sedute settimanali di esercizio strutturato misto (aerobico più forza) eseguite presso dei centri di fitness metabolica (intervento). L’aderenza è risultata essere molto alta, con più dell’80% delle sessioni di allenamento previste eseguite e con solo il 7% di drop-out dopo un anno di intervento. I risultati sul controllo metabolico sono stato eccellenti, con i valori di controllo glicemico, pressione arteriosa, composizione corporea, profilo lipidico e stima del rischio cardiovascolare che sono migliorati in maniera significativamente superiore nel gruppo di intervento. Questo studio quindi ha dimostrato l’efficacia, la fattibilità e la sostenibilità di un programma di esercizio eseguito su di un numero elevato di soggetti con diabete di tipo2. Ha inoltre evidenziato il valore aggiuntivo dell’esercizio fisico strutturato e supervisionato eseguito in centri specializzati rispetto al solo couunselling, anche se questo è di ‘alta qualità’. È quindi giunta l’ora di riconoscere l’importanza, la fattibilità e l’efficacia dell’esercizio fisico nei pazienti con diabete di tipo 2, e di adoperarsi affinchè i programmi di esercizio fisico strrutturato siano disponibili così come lo sono i farmaci per i soggetti con questa patologia.

Ron Sigal

Chi è Ron Sigal
Ron Sigal è oggi la figura di riferimento a livello mondiale per quanto riguarda attività fisica/esercizio fisico e diabete. È professore presso il “Medicine, Kinesiology, Cardiac Sciences and Community Health Sciences” dell’Università di Calgary in Canada. È accademico presso “l’Alberta Heritage Foundation for Medical Research”. È stato l’autore principale delle linee guida dell’American Diabetes Association relative all’Attività fisica/Esercizio e Diabete nel 2006. Ha diretto il gruppo che ha prodotto le linee guida della “Canadian Diabetes Association’s” nel 2003, e le linee guida cliniche del 2008 È co-autore delle prossime linee guida dell’American College of Sports Medicine sull’esercizio nel Diabete di tipo 2. È il ricercatore principale di quattro studi clinici randomizzati eseguiti su soggetti diabetici o pre-diabetici, supportati dal “Canadian Institutes of Health Research e dalla Canadian Diabetes Association”.

Bibliografia
[1] Wei M, Gibbons LW, Kampert JB, Nichaman MZ, Blair SN. Low cardiorespiratory fitness and physical inactivity as predictors of mortality in men with type 2 diabetes. Ann Intern Med. 2000;132(8):605-11.
[2] Gordon BA, Benson AC, Bird SR, Fraser SF. Resistance training improves metabolic health in type 2 diabetes: a systematic review. Diabetes Res Clin Pract. 2009 Feb;83(2):157-75.
[3] Sigal RJ, Kenny GP, Boulé NG, Wells GA, Prud’homme D, Fortier M, et al. Effects of aerobic training, resistance training, or both on glycemic control in type 2 diabetes: a randomized trial. Ann Intern Med. 2007;147:357-69.
[4] Balducci S, Zanuso S, Nicolucci A, De Feo P, Cavallo S, Cardelli P, et al. Effect of an intensive exercise intervention strategy on modifiable cardiovascular risk factors in type 2 diabetic subjects. A Randomized Controlled Trial: The Italian Diabetes and Exercise Study (IDES). Arch Intern Med. 2010 (in press).