Diabete e attività fisica quale tipo, intensità e quantità?

La pratica regolare dell’attività fisica sia di tipo aerobico che anaerobico ha effetti benefici per le persone con diabete mellito di tipo 2 (DM2). Numerosi lavori scientifici dimostrano che sia le attività puramente aerobiche che quelle anaerobiche, inclusi gli esercizi di forza supervisionati in palestra, sono in grado di ridurre la glicemia e l’emoglobina glicosilata nelle persone con diabete.
Da un punto di vista fisiopatologico tutte e due le tipologie di esercizio sono indicate nel DM2. L’attività aerobica ha sicuramente una maggiore evidenza di efficacia negli studi epidemiologici per la riduzione del rischio cardiovascolare e della mortalità da tutte le cause, quella di forza è utile ad aumentare la massa muscolare che, soprattutto, agli arti inferiori è poco conservata nelle persone con DM2 ed obesità. Un programma ideale dovrebbe, pertanto, includere tutte e due le tipologie privilegiando l’impegno temporale a favore delle attività aerobiche.
Nel disegnare un programma di attività fisica non bisogna dimenticare la personalità ed il vissuto della persona con diabete. Se è vero che l’attività fisica va considerata come un farmaco per modalità e dosi di somministrazione bisogna anche confrontarsi con la realtà di una persona che è stata sedentaria per tanti anni e che da un punto di vista psicologico può avere delle difficoltà ad accettare il cambiamento. Perciò tutti i programmi di attività fisica, anche quelli apparentemente semplici, vanno concordati in dettaglio con la persona con diabete per quanto riguarda la durata, la frequenza e l’intensità. I volumi dei carichi dovranno crescere in maniera molto graduale cominciando con dei compiti giudicati dalla persona con diabete molto facili da eseguire.
Non bisogna avere fretta nell’aumentare i carichi di lavoro dato che il nostro obiettivo principale è quello di assicurare l’adesione a lungo termine al programma e, quindi, si deve evitare il rischio di infortuni. Una regola pratica è non suggerire mai incrementi settimanali superiori al 5-10% sia per quanto riguarda l’intensità che la durata. Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, la collaborazione con il medico specialista in medicina dello sport è fondamentale. I carichi di lavoro, infatti, vanno individualizzati in base alla valutazione funzionale della persona con diabete con test da sforzo come si fa per la pianificazione dell’allenamento degli atleti agonisti.

F. Attività Fisica
Raccomandazioni
Al fine di migliorare il controllo glicemico, favorire il mantenimento di un peso corporeo ottimale e ridurre il rischio di malattia cardiovascolare, sono consigliati almeno 160 minuti/settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (60-70% della frequenza cardiaca massima) e/o almeno 90 minuti settimana di esercizio fisico intenso (>70% della frequenza cardiaca massima). L’attività deve essere distribuita in almeno tre giorni/settimana e non ci devono essere più di due giorni consecutivi senza attività. (Livello di prova I, Forza della raccomandazione A)

Quando il programma di attività fisica è più blando tipo suggerire di camminare o altre attività aerobiche di moderata intensità si possono seguire le linee guida suggerite dalle Società scientifiche internazionali. Di recente sono state pubblicate le raccomandazioni aggiornate dell’American College of Sports Medicine e del – l’American Heart Association che confermano il suggerimento di praticare attività fisica aerobica ad intensità moderata per almeno 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana o intensa per un minimo di 20 minuti al giorno per 3 giorni alla settimana. A queste attività vanno associate almeno 2 giorni alla settimana delle attività fisiche volte ad aumentare la forza e la resistenza muscolare. Le raccomandazioni delle Società Scientifiche si applicano a tutte le persone senza e con diabete. Nello specifico le persone con diabete e di età più avanzata possono giovarsi di semplici camminate a passo svelto per vedere importanti benefici in termini di salute. I risultati del nostro studio di Perugia sono riportati in questo stesso documento. Per assicurare l’adesione a lungo termine ai programmi di attività motoria è essenziale che la persona con diabete sia seguito nei suoi progressi ed i programmi rivisti in base ai miglioramenti ottenuti.

Pierpaolo De Feo
Direttore Centro CURIAMO
(Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria)
Università degli Studi di Perugia

BIBLIOGRAFIA
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