Federazione Italiana Hockey su Prato

Dopo il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2004 con l’UNICEF, nel 2006 proseguendo nell’intento di rivolgere un’attenzione particolare verso il sociale, la Federazione Italiana Hockey ha avviato una collaborazione con l’Associazione Italiana Diabetici e gli altri enti che la sostengono a favore della diffusione a livello nazionale ed internazionale della pratica sportiva fra presone con diabete.
Rilevo con grande piacere la sensibilità con la quale il mondo dell’hockey ha accolto questa problematica e l’entusiasmo con cui ha sposato la campagna di sensibilizzazione “Changing Diabetes” che ha visto e, continuerà a vedere, i nostri atleti delle nazionali maggiori vestire con orgoglio la maglia azzurra recante tale messaggio nella consapevolezza di portare avanti, non già un messaggio commerciale bensì un messaggio sociale che arricchisce di nuovi valori il nostro sport.
Non è certo un caso il fatto che l’ANIAD abbia chiesto alla Federazione Italiana Hockey piuttosto che ad altre che godono di una maggiore visibilità di promuovere il messaggio “Changing Diabets”. Ritengo sia dipeso dal particolare ed esclusivo target dell’hockey italiano che è sport olimpico di squadra, estremamente popolare e diffuso a livello internazionale e praticato da noi solo a livello dilettantistico. Uno sport forse di “nicchia”, giocato da veri appassionati che vi dedicano gran parte del proprio tempo sacrificando senza alcun profitto interessi familiari e personali.
Uno sport dove il doping di fatto non esiste (fatta eccezione di rarissimi casi di positività ai cannabinoidi che nulla hanno a che fare col tentativo di ottenere un risultato fisico in modo artefatto, ovvero i rari casi dovuti a errate procedure di esenzione farmacologia a fini terapeutici degli atleti). In conclusione uno sport che, pur essendo coinvolgente come il calcio, di cui peraltro ricorda molto gli schemi di gioco, si è mantenuto in questi anni “pulito” proprio perché intorno ad esso non vi è alcun “business”.
Avremmo potuto ottenere, per la nostra maglia azzurra, sponsorizzazioni di tipo commerciale che avrebbero di certo portato alla Federazione, che vive prevalentemente del sussidio del CONI, provvidenziali risorse economiche aggiuntive per l’attività dei nostri atleti. Ma forse anche perché proprio a causa della scarsa visibilità che i mass media riservano all’hockey italiano, sentiamo troppo spesso parlare con orrore di “Sport Maggiori e Sport Minori” come se il valore atletico e sociale degli stessi possa essere qualitativamente diversificato e misurato, siamo orgogliosi che i nostri azzurri siano testimonial del “Changing Diabetes” e contribuiscano a fare in modo che agli atleti con diabete venga riconosciuta pari dignità rispetto agli altri sportivi.
La diversità nello sport così come nelle altre attività dell’uomo, non significa inferiorità; al contrario essa può costituire quel valore aggiunto che permette di ottenere nuovi e più importanti traguardi e far crescere e migliorare la collettività. L’hockey è uno sport in cui siamo abituati a giocare di squadra; in cui si vince e si perde tutti insieme e, noi, questa “partita” a favore del “Changing Diabetes”, intendiamo giocarla e vincerla uniti agli atleti diabetici affinché si dissolvano finalmente le ultime barriere ancora esistenti verso la possibilità di assicurare a tutti una vita normale.

Luca Di Mauro
Presidente Federazione Italiana Hockey su Prato