In cammino in Valle d’Aosta

In cammino in Valle d’Aosta
La Valle d’Aosta è tra le mete più amate da escursionisti, alpinisti e appassionati di trekking, il Cervino, il Monte Rosa e il Monte Bianco, il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Regionale del Mont Avic sono mete che appassionano i più esperti amanti della montagna, i grandi cammini come il Grande Sentiero dei Walzer, la Via Francigena e la Via Alpina mete imperdibili per gli escursionisti.
Per chi vuole avvicinarsi al cammino in montagna proponiamo due percorsi dalla distanza e dal dislivello contenuti adatti anche ai meno esperti che consentono però di vivere in pieno il piacere di camminare in uno splendido paesaggio montano.

PERCORSO 1 Da Antagnod a Mandriou sulle rive del Ru Courtaud.
Il primo itinerario si trova nel Vallone delle Cime Bianche sul versante di Ayas, si parte da Antagnod, a pochi chilometri da Champoluc, a quota 1.900 metri e si costeggia il Ru Courtaud. A partire dal Mille in Valle d’Aosta venne ideato un sistema capillare di trasporto e distribuzione dell’acqua attraverso i ru, opere di ingegneria realizzate spesso in zone rocciose e impervie, percorrerli rappresenta un meraviglioso modo di conoscere le particolarità del territorio e della vita contadina.
Il Ru Courtaud è uno dei ru più conosciuti, costruito alla fine del 1300 raccoglie le acque dall’alpeggio omonimo ai piedi del vallone delle Cime Bianche e le trasporta fino al Colle di Joux. Da Verrès si imbocca la strada della Valle d’Ayas, dopo Brusson e la frazione Extrepieraz si svolta a sinistra al bivio per Antagnod.
Dopo aver attraversato Lignod e raggiunto Antagnod, si svolta a sinistra per Barmasc risalendo fino al parcheggio dove si trova poco distante un piccolo chalet vicino al quale parte una strada sterrata che porta al Plan Tchantchavellà.
Una ventina di minuti di cammino in un bosco di abete rosso consentiranno di superare il dislivello dell’escursione e raggiungere il ru.
Una volta raggiunto si svolta a destra per seguire il sentiero a valle del corso d’acqua che si dipana in un primo momento all’ombra del bosco e successivamente attraverso gli alpeggi. All’altezza di una stazione di ponti radio si continua seguendo il ru che si addentra nel bosco dove si trova una casetta che ospitava i “revan” i controllori del tratto del ru. All’uscita del bosco si verrà accolti da uno splendido panorama sui prati fioriti.
Il percorso termina all’altezza della doppia staccionata che risale il prato (segnavia 3), il ritorno può essere svolto seguendo in discesa la poderale che incontra di nuovo il ru. Il tempo di percorrenza stimato è di circa 2 h (solo per l’andata)

PERCORSO 2 Morgex, sulle sponde del lago d’Arpy.
Questo secondo itinerario si trova vicino a Morgex, cittadina situata a 920 metri di altitudine a metà della vallata del Monte Bianco, definita la capitale della Valdigne, ovvero dell’Alta Valle d’Aosta, è nota per il Doc Blanc de Morgex e La Salle vino prodotto con le uve provenienti dai vigneti del territorio che sono i più alti d’Europa. Nonostante il dislivello più impegnativo che si attesta intorno ai 300 metri è un percorso escursionistico che non presenta particolari difficoltà e che può essere affrontato anche dai meno esperti.
Punto di partenza di questo percorso è il Colle San Carlo, all’uscita autostradale di Aosta si percorre la statale 26 verso Courmayeur fino a raggiungere Morgex, alla rotonda prima del paese si svolta a sinistra sulla regionale seguendo le indicazioni per il Colle San Carlo.
Si costeggia quindi la Dora Baltea e dopo aver attraversato il ponte si continua sulla strada che con una serie di ripidi tornanti guadagna rapidamente quota.
Arrivati al colle si ha l’inizio dell’itinerario, seguendo le indicazioni per il Lago d’Arpy (sentiero numero 15) si entra in un bosco di abeti rossi e larici, dopo circa un quarto d’ora di cammino si incontra un bivio sulla destra che conduce al Colle de La Croix, si prosegue in leggera discesa inoltrandosi nel vallone che conduce al lago e poco a poco riprende a salire attraversando a mezza costa la base del crinale tra rododendri e macchie di mirtilli.
Una volta arrivati in prossimità della cascata, dopo un breve e facile tratto in salita, sarà possibile raggiungere un pianoro da dove è possibile ammirare il lago ed un meraviglioso panorama su parte della catena del Monte Bianco, dal Dente del Gigante alle Grandes Jorasses. Il lago d’Arpy è noto per una curiosità che si cela sotto le sue limpide acque, è uno dei pochi siti delle Alpi in cui si può trovare una rara specie di anfibio, il tritone alpino.

Commento tecnico
Per soddisfare le richieste che si indirizzavano verso la possibilità di unire fitwalking e “escursionismo leggero” ecco due percorsi che ben si adattano a chi vuole avere il piacere di camminare in montagna, ma anche di farlo senza trovarsi su di un sentiero adatto unicamente al trekking.
Entrambi i tracciati, seppure con qualche piccola diversificazione, sono adatti ad essere affrontati con facilità. Buono l’utilizzo per il fitwalking-cross (ossia quello con i bastoncini), oppure anche come cammino vigoroso in ambiente montano. Naturalmente si troverà una pendenza che, trattandosi di montagna, è inevitabile pensare di non dover affrontare. Il consiglio è quello di muoversi in modo attento. Innanzitutto verificare bene le proprie condizioni in relazione alla quota a cui sono situati i due percorsi.  Sempre partendo da questa precauzione affrontare comunque i tracciati ad un passo adeguato. Uno dei due, presenta tra l’altro una salita iniziale che permette di portarsi in quota, pertanto è ancor più importante affrontarla senza eccessi di ritmo.
Ricorderei a tutti che su percorsi montani il problema non è unicamente quello di essere più o meno in grado di affrontarli, ma la verità è quella di saperli affrontare al passo giusto.  Non parliamo di percorsi alpinistici o di trekking impegnativo.  Stiamo vedendo due percorsi di trekking leggero, quindi affrontabili da chiunque se percorsi con cautela.
In salita l’azione di cammino compie qualche piccolo aggiustamento per facilitare lo sviluppo del passo. Si tende a spostare il busto in avanti in modo più accentuato di quanto si faccia in piano. Il passo si accorcia leggermente per poter mantenere una buona cadenza e non faticare eccessivamente.  In discesa al contrario il passo si allunga e l’azione prende un atteggiamento di frenata. Se le discese sono ripide il lavoro di gambe è molto impegnativo e, se se ne sentisse la necessità, l’aiuto di un bastoncino in appoggio potrebbe risultare molto utile.
Le scarpe un po’ più ricche nel “grip” si adattano meglio in quanto facilitano la presa con il terreno evitando pericoli di scivoloni. Quando si va in montagna pensare sempre ad un abbigliamento che si adatti a possibili repentini cambi di clima.  Meglio quindi avere con se uno zainetto leggero con alcuni indumenti di ricambio od aggiunta. Pensare ad una riserva d’acqua, occhiali sportivi da utilizzare per il sole ma anche contro la polvere in caso vi fosse vento. Mai dimenticare un cappellino per il sole e un K.way o ombrello se dovesse piovere.

Cosa fare, dove andare
Antagnod è un frazione di Ayas situata a 1710 metri di altitudine in posizione panoramica, da qui si gode infatti una magnifica vista sul massiccio del Monte Rosa. Da vedere la Chiesa Parrocchiale di San Martino, riedificata nel 1839 su una precedente costruzione della fine del XV sec. che custodisce al suo interno un altare barocco in legno finemente intagliato, dipinto e dorato. Nel centro storico è inoltre possibile vedere alcune costruzioni tipiche tra cui la Maison Fournier, una costruzione contraddistinta da una lunga balconata in legno affiancata da una torre scalare cilindrica.
Tipica della zona la produzione artigianale dei Sabots i tipici zoccoli in legno utilizzati dai valligiani in ogni stagione per la loro eccezionale caratteristica di mantenere i piedi caldi ed asciutti.
Morgex è situato a 923 metri di altitudine in un ampio spazio pianeggiante, sul suo territorio, fino a 1200 metri, sono coltivati i vigneti da cui si ottiene “il vino più alto d’Europa” il D.O.C. Blanc de Morgex e de La Salle.
Da vedere nel centro dell’abitato la Torre de L’Archet del X-XI sec. che nelle epoche passate ospitava i principi di Savoia quando si recavano in Valle per le Udienze Generali.
Nella chiesa parrocchiale del paese dedicata a Santa Maria Assunta, dal bel campanile romanico, sono emersi resti di origine paleocristiana mentre al suo interno sono custoditi un notevole altare barocco e affreschi quattro e cinquecenteschi.
Degna di attenzione è inoltre la fontana del Beato Vuillerme legata alla figura del santo locale che ne avrebbe trasformato l’acqua in vino.

 Come raggiungere il percorso
Per raggiungere Antagnod:
in auto autostrada A5 uscita Verrès poi proseguire sulla strada regionale 45 della Valle d’Ayas.
Per raggiungere Morgex:
in auto autostrada A5 direzione traforo del Monte Bianco uscita Morgex
in treno stazione ferroviaria
di Morgex linea Torino – Chivasso- Aosta

info
Sito Ufficiale del Turismo in Valle
D’aosta: www.regione.vda.it
Ufficio del Turismo – Ayas
Champoluc, Tel. 0125/307113
champoluc@turismo.vda.it
Ufficio del Turismo – La Thuile
Tel. 0165/884179
lathuile@turismo.vda.it

A cura di
Maurizio Damilano
Ideatore del progetto fitwalking