Mauro Sormani – alpinista

Sono Mauro Sormani ed il diabete mi è stato diagnosticato all’età di 9 anni. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita ed il diabete non ha mai limitato la mia passione. Ho sempre praticato molta attività fisica individualmente o in compagnia di amici, ma l’idea di partecipare a gare, manifestazioni e progetti di alto livello agonistico è nata leggendo. Ora vi racconto come. Da ragazzo su una rivista a cui ero abbonato, lessi di un concorso per partecipare ad una spedizione alpinistica fino al campo base dell’Everest.
Gli interessati avrebbero dovuto compilare un questionario e spiegare le motivazioni per le quali gli organizzatori avrebbero dovuto finanziare il loro sogno. Ero diabetico da più di otto anni ed ero ben allenato. Lo sport non era mai stato un problema, lo praticavo tutti i giorni spronato sia da mio padre che dal mio diabetologo. Al questionario avrei dovuto rispondere: sono diabetico e vorrei dimostrare che con un’adeguata preparazione e volendolo davvero tutto è possibile, persino arrivare al campo base dell’Everest.
Quella lettera non la scrissi mai e dopo qualche mese dimenticai tutto. Qualche anno dopo sullo stesso mensile lessi un articolo riguardante un triatleta italiano che, nonostante il diabete, prendeva parte regolarmente a gare di triathlon e mirava a partecipare all’Ironmen, ovvero il percorso “standard” più impegnativo del triathlon (3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa). In fondo vi era riportato il nome e l’indirizzo dell’associazione che lo sosteneva: l’ ANIAD (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici). Fu semplice reperire un recapito telefonico dell’associazione ed iscrivermi. L’associazione proponeva diverse iniziative, molte di mio gradimento; fra le tante proposte decisi di aderire ad un campionato sociale sulla mezza maratona a Venezia.
In quella occasione conobbi persone con le quali avevo in comune, non solo il diabete, ma anche la passione dello sport. Successivamente partecipai ad altre entusiasmanti iniziative come ‘Il Lazio corre per vincere il diabete’ e ‘Corri attraverso la Campania’ ed aderii ad una serie di competizioni dedicate ai pazienti diabetici.
Contemporaneamente continuai ad allenarmi nello sci di fondo, sport che pratico fin da ragazzino, puntando alle competizioni invernali. Il miglioramento della mia capacità aerobica mi stimolò ad inseguire risultati sempre più prestigiosi e a partecipare alle più quotate gare di categoria. Conseguii la qualificazione ai Campionati Nazionali Juniores e vi partecipai ottenendo onorevoli risultati.
Presi parte alle prime maratone sugli sci, maturando la capacità gestionale sia della resistenza sia della terapia insulinica. Partecipai poi all’innovativo progetto ‘DISK’, Diabetici Italiani sul Kilimanjaro, dove ebbi modo di confrontarmi per la prima volta con l’alta quota e le asperità delle montagne. L’amicizia formatasi durante il viaggio con gli altri atleti coinvolti nel progetto incrementò la mia passione e migliorò, con una serie di escursioni impegnative sulle Alpi, la mia esperienza alpinistica. Partecipai anche alla spedizione ‘Ascensia Cho-Oyu 2002’, nella tanto sognata Himalaya, dove raggiunsi la quota di 7.560m. senza ossigeno e senza portatori, ovvero le persone che provvedono ad installare le tende, fornelli, sacchi a pelo ed alimenti necessari al bivacco degli alpinisti. Insomma, realizzai quanto sognato da ragazzo con una serie di fortunate coincidenze nate dalla sola ricerca spontanea dell’attività fisica e del divertimento.
Dopo la spedizione sull’ Himalaya, mi occupai della preparazione di tre giovani atleti di Sormano, la città dove vivo, portandoli alla vittoria del campionato mondiale a squadre della categoria juniores nella disciplina dello ski roll e venni coinvolto di conseguenza ad assumere il ruolo di tecnico nella squadra nazionale.
Durante gli inverni successivi mi preparai ad affrontare le numerose ultramaratone di sci organizzate in diverse parti del mondo. Partecipai e conclusi sempre nelle prime posizioni alcune delle competizioni più faticose e prestigiose, come la Vasaloppet di 90km e la Marcialonga di 75km, e sviluppai relazioni dettagliate che presentai in seguito al Congresso Internazionale di Montecatini su diabete e attività fisica nel 2004. L’anno successivo, tornai nuovamente in montagna con la spedizione internazionale ‘ISLET’ (International Snow Leopard Type 1) nell’altopiano del Pamir, sul monte Peak Lenin di 7.134m, dove salii e scesi con gli sci dalla quota di 6.800m. Nell’aprile del 2006 partii con mia sorella per la Groenlandia con l’obiettivo di concludere l’Arctic Circle Race, una competizione di sci di fondo di 160km suddivisa in tre tappe consecutive. Raggiunsi la terza posizione in classifica generale. Ed ora…, non so quale potrebbe essere la mia prossima meta, le idee sono talmente tante che occorre obbligatoriamente scegliere, le passioni sono diventate innumerevoli e per realizzare qualcosa serve grande motivazione e impegno. Se tornassi indietro di dieci anni per fantasticare sul mio futuro, non avrei pensato nemmeno lontanamente a tutto questo. Sono state tutte esperienze inattese, imprevedibili e proprio per questo entusiasmanti. Coltivare sogni, viverli e crederci fino in fondo porta grandi emozioni che rimangono per sempre nel cuore.

PROFILO
Mauro Sormani, 29 anni. Inizia l’attività agonistica all’età di 8 anni. Nei periodi estivi acquisisce esperienze nello ski roll che lo porteranno ad occuparsi della preparazione di tre juniores conquistando la vittoria del titolo mondiale a squadre nel 2002. Grazie a questo viene convocato come tecnico allenatore della squadra nazionale Italiana di Ski Roll, carica che riveste attualmente. Ottimo fondista di sci, ha partecipato a numerose gare come la Vasaloppet.Nazionali Juniores e vi partecipai ottenendo onorevoli risultati. Presi parte alle prime maratone sugli sci, maturando la capacità gestionale sia della resistenza sia della terapia insulinica. Partecipai poi all’innovativo progetto “DISK”, Diabetici Italiani sul Kilimanjaro, dove ebbi modo di confrontarmi per la prima volta con l’alta quota e le asperità delle montagne.