Mauro Talini – ciclista

Il diabete non è un limite anzi
lo considero una scuola di vita

Sono Mauro Talini, ho 34 anni e dal 1984 mi è stato diagnosticato il diabete. Una sentenza molto difficile da ascoltare; tante parole tecniche, una di fila all’altra, alle quali non sapevo dare un significato concreto. Nei primi anni di convivenza con il diabete ho cercato, per quanto possibile, di ignorarlo. Non l’accettavo, lo rifiutavo, lo vedevo come un limite, un elemento a me estraneo che portava disagio e scompiglio nel mio quotidiano. Malgrado il dottore e la famiglia mi sollecitassero ad effettuare i controlli, nei primi dieci anni non li ho ascoltati.
Poi con il passare del tempo, grazie all’esperienza e alla maturità che arriva, ho capito che era importante fermarsi un attimo. Accettare e vivere la malattia per quella che è, non sentirla più come un limite, ma piuttosto come uno stimolo per migliorarsi e condurre una vita regolare. Questa consapevolezza è stato il mio nuovo punto di partenza, la bicicletta ha fatto il resto. Sì, perché grazie allo sport, ho intravisto quello spiraglio che mi avrebbe dato sostegno emotivo e supporto fisico per affrontare questo inaspettato capitolo della mia vita. La mia passione per l’attività fisica risale all’adolescenza, quando ho cominciato a giocare a calcio e a praticare il ciclismo a livello agonistico. Il lavoro poi si sa, rallenta un po’ tutto, ma dal 2001 ho ripreso ad allenarmi con serietà e, cosa più importante, con un sogno: pedalare su strade diverse, lontane, straniere. E’ iniziata così la mia lunga avventura in sella alla nuova compagna a due ruote.
Nel 2003 sono partito alla volta di un “piccolo” tour del centro Italia; in sette giorni ho pedalato per 1246 Km. Nel 2004 in collaborazione con l’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (ANIAD), la Novo Nordisk e il comune di Massarosa, ho ripercorso le strade del centro, attraversato quelle del sud Italia, isole incluse, e alla fine dei 15 giorni di viaggio il mio contachilometri segnava 2359 Km. Un risultato grandioso, quasi il doppio del precedente.
L’anno successivo, ho raggiunto i 2664 Km passando per i tre principali santuari d’Europa: Lourdes, Santiago De Campostela e Fatima. Questa è stata una delle esperienze più significative, una meravigliosa passeggiata intrisa di emozioni difficile da ricordare solo con le parole. Il forte entusiasmo e la grande tenacia hanno fatto sì che nel 2006 raggiungessi sempre e solo in bicicletta le città di Vienna, Bratislava, Czestochowa, e poi ancora Cracovia, Berlino, Amsterdam con una media giornaliera di 162 Km per un totale di 3252 Km. Anno dopo anno la strada percorsa è diventata sempre più lunga e le mie performance sono davvero migliorate nel tempo. Così ho deciso di sfidare anche il 2007, con un tour attraverso la Svizzera, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, la Norvegia con meta principale a Capo Nord e conclusione del giro a Tromso. I numeri di quest’ultima avventura sono stati: 39 giorni per 5665 km percorsi.
Oggi posso sicuramente ritenermi soddisfatto per questi successi, ma non mi considero ancora arrivato. Non posso rinunciare a quel sottile piacere che deriva dalla scoperta di nuovi angoli di mondo, dall’ incontro di nuove persone, dalla soddisfazione di tagliare un traguardo immaginario, ma preziosissimo per me. Queste lunghe passeggiate solitarie sono un momento ideale per stare con se stessi e cogliere il senso di questa sfida che è la vita. I miei viaggi sono come percorsi dell’anima che racchiudono in sé gioia, sofferenza, razionalità, irrazionalità, sorpresa.
La mia esperienza dimostra che con l’impegno, la costanza, la serietà e la cura, nessun obiettivo è precluso alle persone con diabete. E’ questo il messaggio che mi sento di voler trasmettere a tutti coloro che hanno ritrovato nella mia storia qualcosa della propria. Le mie sono parole di coraggio e di speranza, per continuare a pedalare con vigore anche, e soprattutto, se la strada è in salita. Ricordate che l’isolamento e l’arrendevolezza non ripagano. Mai. Qualsiasi sia il sogno da realizzare o la meta da raggiungere è necessario intraprendere il cammino il prima possibile!

PROFILO
Mauro Talini, 33 anni. In età adolescenziale ha praticato diversi sport, tra cui il ciclismo e calcio a livello agonistico. Partecipa a numerosi tour ciclistici, vanta una distanza di 2664 Km toccando i più importanti santuari d’ Europa. Il suo obiettivo è dimostrare che il diabete non crea impedimenti alla pratica sportiva e che, tramite lo sport, si ottengono benefici fisici e psicologici.