Pippo Pipitone – podista

Il 17 gennaio1996, il mio medico di base mi ha telefonato dicendomi: “Pippo, stai calmo, prepara l’occorrente per il ricovero in ospedale. Hai 525 di glicemia, sei diabetico a tutti gli effetti”. Potrà sembrare strano, ma in quel momento ho sentito qualcosa dentro di me che diceva, “È arrivato il momento di pensare veramente a te stesso”. Ed è stato realmente così! Da allora sono più forte, ho scoperto in me molta grinta e tanta forza di volontà. La parola “Diabete” ha avuto il potere di cambiare le vecchie abitudini e nello stesso tempo di migliorarmi.
Fin dall’infanzia, la mia passione e la mia “maestra di vita” è stata la pratica sportiva. Lo sport mi ha insegnato ad avere rispetto ed autostima, mi ha aiutato a socializzare e ad affrontare e superare tante situazioni difficili che si sono presentate nel corso della vita, come la famosa telefonata del 17 gennaio 1996. Lo sport è per me così importante che, appena ho saputo di essere diabetico, ho temuto di non poterlo più praticare. Infatti, poter praticare sport è stata una sfida impegnativa: non solo ho dovuto comprendere come gestire la patologia, ma ho dovuto affrontare anche molti ostacoli, tra cui i pregiudizi legati all’associazione “sport” e “diabete”. Con il trascorrere degli anni, ho superato anche questi; il mio amico diabete ha voluto premiarmi.
Siamo entrati in sintonia, e la consapevolezza di poter correre senza “controindicazioni” mi ha donato molta sicurezza. Una sicurezza che ho costruito e alimentato con attenzione e costanza. Si, la mia passione è la corsa o il cosiddetto “running”: una disciplina nobile ed antica, che aiuta il corpo e libera la mente, che richiede sacrificio, fatica, perseveranza e costanza. Elementi fondamentali che sono necessari anche per poter convivere con il diabete.
Ero felice! Lo sono tutt’oggi, felice di avere trovato l’esatto connubio tra sport e diabete. Così, con il trascorrere degli anni sono arrivati i primi risultati. Ho corso la mia prima Maratona, con un tempo cronometrico straordinario. Ricordo che già al 40° chilometro, in pieno centro storico di Palermo, ho cominciato a piangere pensando alle ore di allenamento massacranti, vedendo le postazioni di bottiglie d’acqua lungo il percorso, pensando che ero giunto alla fine e che tutti i sacrifici fatti stavano per essere premiati con l’arrivo al traguardo.
La maratona è la regina della corsa su strada. L’emozione di correre per la prima volta una maratona è fortissima e ti lascia il segno. Bisogna essere esperti, attenti a sapere distribuire nel modo giusto tutti gli elementi necessari per poter avere successo.
Correre una maratona è simile a gestire il “Diabete”. Dopo questa prima esperienza ho partecipato a molte gare ed ho corso ben 10 Maratone, numerose mezze maratone da 21 chilometri ed altre gare di distanze più brevi. Ho ottenuto molte soddisfazioni, come ad esempio abbattere il muro delle 3 ore, risultato che ho raggiunto nel 2003 alla Maratona di Roma.
Durante l’anno disputo circa 20 gare ufficiali della F.I.D.A.L. (Federazione Italiana di Atletica Leggera), e mi alleno 4/5 volte a settimana, con una media di circa 15 chilometri a seduta, solo quando preparo una maratona i chilometri aumentano e l’allenamento viene programmato in maniera più selettiva. Il mio completo da corsa è ormai diventato il “vestito della domenica”, le gare sono molto frequenti e quasi ogni fine settimana si ci può cimentare in una competizione ed assaporare il gusto di stare insieme agli altri e condividere pensieri e tecniche di corsa. Il mio amore per la corsa, il mio impegno in questo sport, ha dato meravigliosi frutti.
Sono stato premiato, nel settembre 2006, presso il salone d’onore del Coni di Roma come uno degli undici migliori atleti diabetici italiani. Sono campione italiano atleti diabetici sulla mezza maratona 2006, e campione italiano atleti diabetici sui 10 chilometri 2007. Sono fiero di aver raggiunto questi risultati e vorrei che tutte le persone con diabete potessero fare le mie stesse esperienze. Vorrei poter dire ai “miei amici diabetici” che non fanno sport, magari per paure o pregiudizi, “io non sono superman, queste cose le potete fare anche voi e anche voi potete dire liberamente, ‘io corro insieme al diabete’”. Lo sport ormai fa parte di me, come il diabete, come mia moglie e come le mie figlie; lo pratico per divertimento, per rilassarmi e riesco a renderlo agonistico quando voglio. “…non corro per dimostrare qualcosa, ma correndo dimostro qualcosa”.

PROFILO
Giuseppe Pipitone, 40 anni. Lavora alla Provincia di Trapani. Fin dall’infanzia ha la passione per la corsa podistica. Si allena costantemente con l’intento di divulgare il messaggio “Corri insieme al Diabete”. Ha corso numerose maratone con tempi ragguardevoli. È campione italiano Atleti Diabetici di mezza maratona 2006 e campione italiano Atleti Diabetici sui 10.000 metri 2007.