Progetto per la prevenzione e il trattamento del sovrappeso e dell’obesità pediatrica

PREMESSA
Negli ultimi anni l’obesità infantile-adolescenziale rappresenta la forma di malnutrizione più diffusa, un problema di salute ma anche di rilevanza socio-economica; l’O.M.S. la definisce un’epidemia globale (globesity). Il 4% c.a. dei bambini europei, nella fascia di età compresa tra i 6-17 anni, è affetto da obesità e tale percentuale è in marcato aumento; addirittura alcuni studi mostrano i livelli di diffusione di sovrappeso e obesità in molti Paesi europei >10% nei bambini di 10 anni, con punte superiori al 30% in alcuni Paesi del sud ed est Europa (Italia, Grecia e Malta).

In particolare i bambini italiani mangiano troppo e male e si avviano a divenire i più grassi d’Europa. La fascia di età maggiormente colpita è quella pre-pubere, compresa tra i 6 e i 13 anni, con una percentuale maggiore nel sesso maschile rispetto a quello femminile.
La Campania, in particolare, è la regione con la più alta percentuale (36%, contro il 14,3% dei bambini della Valle D’Aosta).
Il fenomeno dell’eccesso ponderale, in età giovanile, sta divenendo sempre più una priorità della sanità pubblica non solo per la sua notevole diffusione, ma anche per la persistenza dell’obesità infantile nell’età adulta, col conseguente incremento dei rischi di sviluppare problemi associati alla salute.
Il rischio relativo per un bambino obeso di divenire un adulto obeso è di circa il 50%: i bambini grassi di oggi saranno gli adulti obesi di domani. Tra i principali fattori di rischio vi è lo stile di vita sedentario: ogni ora al giorno trascorsa davanti alla tv fa aumentare del 6-7% il rischio di obesità in età evolutiva. La percentuale di bambini che non pratica alcuna attività motoria è il 31% ma anche il livello di istruzione della madre (25.9% di figli obesi con madre in possesso di licenza elementare o nessun titolo di studio; 25.1% con licenza media inferiore; 22.5% con laurea o diploma superiore).
Altro aspetto recentemente studiato, strettamente connesso allo sviluppo di obesità infantile, è rappresentato dall’adiposity rebound (AR) precoce: un incremento di peso prima dei 5 anni è un indicatore precoce di rischio di sviluppo di obesità in età adulta.

OBIETTIVI
✔ Promuovere gli stili di vita salutari nell’infanzia, mediante l’adozione di programmi specifici ideati secondo una strategia multilivello, rivolta a tutte le componenti che gravitano intorno al bambino e che ne possono influenzare il comportamento – famiglia e scuola.
✔ Promuovere l’attività motoria dei bambini in età pre-scolare insieme ad Assessorati comunali e Istituzioni pubbliche e/o private.
✔ Promuovere una corretta e bilanciata alimentazione del bambino in età pre-scolare col recupero di alimenti della sana alimentazione mediterranea – frutta, verdura, pesce, legumi.
✔ Trasmettere i contenuti educativi con un linguaggio semplice e immediato per sensibilizzare le famiglie e il corpo insegnante.

STRATEGIE D’INTERVENTO
1. Opuscolo educativo.
2. Questionario, da parte dei genitori sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari dei propri figli, per valutare – mediante l’utilizzo di parametri auxologici – il loro stato di salute.
3. Lezione educativa sull’importanza dell’attività motoria e la corretta alimentazione nelle scuole elementari di Napoli.
4. Esercitazione pratica usufruendo del parco pubblico più vicino, secondo un programma strutturato e supervisionato da un laureato in Scienze Motorie e/o nel Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Attività Motorie Preventive e Adattative.

RISULTATI DELL’INDAGINE MOTORIA E NUTRIZIONALE
Ai vari incontri hanno partecipato circa 2000 fra genitori e insegnanti. 
Per quanto riguarda l’elaborazione dei questionari consegnati alle Scuole selezionate, pur ricevendone solo una parte (415 sui potenziali 2000 bambini), è possibile ottenere una stima abbastanza accurata e attendibile dello stile di vita dei bambini in età pre-scolare, visto che vengono prese in considerazione tutte le municipalità coinvolte nel Progetto.
Sotto il profilo motorio i bambini esaminati presentano una spesa energetica piuttosto bassa legata per lo più alle seguenti caratteristiche:

a) non praticano alcuna attività fisica (89%) oppure la svolgono in maniera sporadica (8% una sola volta a settimana e spesso nell’unica ora a disposizione durante l’orario scolastico). Una minima parte la svolge per due o più volte a settimana (23%);
b) spesso ogni mattina si recano a scuola con l’automobile/scooter o con la scuolabus (43%) e solo una piccola parte percorre un tratto breve a piedi (10%). Tuttavia una gran parte di genitori accompagna il proprio piccolo anche a piedi (47%);
c) hanno la tendenza, specie i più piccoli, dopo pranzo a fare un bel sonnellino (40%) ma anche a giocare con i fratelli o gli amici (55%). Una piccola parte inizia subito a fare i compiti (9%);
d) durante le ore pomeridiane tendono a giocare in casa con fratelli/sorelle, compagni o genitori (72%), mentre più raramente giocano all’aria aperta e in spazi verdi e ben capienti (21%). Alcuni guardano la tv o giocano con la playstation (7%);
e) spesso nel week-end fanno una passeggiata con i loro genitori (61%) e solo in parte giocano all’aria aperta o vanno in bicicletta (32%); una piccola parte di genitori, addirittura, tende a riposarsi a casa (6%).
Sotto il profilo nutrizionale, si riscontrano abitudini alimentari caratterizzate dal consumo di alimenti a elevata densità energetica e scarso senso di sazietà, infatti (nell’82% uso di merendine, patatine, succhi di frutta, ecc.).
Inoltre è diffusa un’incongrua distribuzione giornaliera degli alimenti, con il 52% che consuma una prima colazione insufficiente, il 68% ed il 60% che consuma rispettivamente pranzo e cena non equilibrati, poiché privi o carenti di contorno di verdure e/o frutta.
Durante gli incontri sono stati però anche evidenziati elementi largamente positivi in alcune scuole in cui sono stati vietati i distributori di merendine e sono stati preparati all’interno della mense menù molto corretti dal punto di vista nutrizionale.
Dall’elaborazione dei dati raccolti sono stati selezionati 30 bambini che proseguiranno, con il consenso dei loro genitori, l’attività motoria, per un arco temporale di 20 settimane circa, in strutture comunali idonee secondo un programma strutturato e supervisionato da un laureato in Scienze Motorie e/o nel Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Attività Motorie Preventive e Adattative.

Gerardo Corigliano,
Cristina De Fazio
Ciro Giordano,
Francesca Latte